“Non capisco più mio figlio”: il workshop che ha cambiato le cose

All’inizio in sala c’era un po’ di diffidenza. Braccia conserte, sorrisi timidi, frasi spezzate. “Io non so nemmeno perché sono qui”, ha detto una mamma. Un padre, poco dopo, ha ammesso: “Con mio figlio ormai parliamo solo per litigare”. Nessuno aveva una soluzione pronta. Ma tutti, in modi diversi, portavano la stessa domanda: come si fa a ritrovare un dialogo quando sembra essersi rotto?

I workshop per genitori di C.R.E.S.C.I.T.A. nascono proprio da questo bisogno. Il progetto prevede azioni dedicate al sostegno della genitorialità, con incontri su comunicazione intergenerazionale, gestione dei conflitti, linguaggi giovanili e strumenti educativi concreti per accompagnare la crescita dei figli   

Nel quartiere Salinella, dove molte famiglie affrontano fragilità economiche, educative e relazionali, la fatica di essere genitori spesso si somma a un senso di solitudine. I workshop allora non sono semplici lezioni frontali: diventano luoghi di confronto, ascolto e riconoscimento reciproco. Uno spazio in cui si capisce che certe paure non sono un fallimento personale, ma una condizione condivisa.

Durante l’incontro, i genitori si sono raccontati senza formalità. C’era chi parlava della rabbia dei figli, chi della loro chiusura, chi dell’invadenza dei social, chi della paura di sbagliare ogni parola. Ma a poco a poco il clima è cambiato. Alle confessioni sono seguite le domande. Alle domande, i consigli. E ai consigli, una forma nuova di alleanza.

Uno degli aspetti più forti emersi dal workshop è stato proprio questo: non serve essere genitori perfetti, serve non restare soli. Quando una famiglia trova uno spazio dove può essere accompagnata senza sentirsi giudicata, si apre una possibilità concreta di cambiamento. Anche piccolo. Anche graduale. Ma reale.

Il Bar di Comunità previsto dal progetto vuole diventare esattamente questo: un presidio dove i genitori possano ricevere orientamento, sostegno psicologico e occasioni formative dentro un contesto accogliente e informale 

Alla fine dell’incontro, una mamma ha detto: “Non ho risolto tutto, ma torno a casa meno arrabbiata e più pronta ad ascoltare”. A volte il cambiamento comincia così. Non da una grande risposta, ma da un modo nuovo di farsi le domande.

Immagine di C.R.E.S.C.I.T.A.
C.R.E.S.C.I.T.A.
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